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Cronache
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et persequendum
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trasfigurazione-devoto.jpgCarissimi Amici, la mostra Riflessi di Luce è stata inaugurata il 6 dicembre 2009 in un'atmosfera di profonda cultura e spiritualità.
La presentazione è stata affidata alle professoresse Biancamaria e Maria Teresa Valeri e all'iconografa Sofia.
Dopo un breve indirizzo di saluto portato a nome dell'Amministrazione Comunale dall'Assessore alla Cultura Antonio Pompeo, la prof.ssa Biancamaria Valeri ha introdotto i lavori invitando l'iconografa Sofia a presentare il lavoro raffinato dell'iconografo: lavoro "raffinato" perché scrittura di una realtà vera attraverso la quale il Mistero divino si fa chiaro e luminoso e penetra nell'anima di chi contempla l'icona.

La prof.ssa Maria Teresa Valeri ha condotto il numeroso pubblico a leggere il significato dell'icona attraverso un'efficace spiegazione dell'arte iconografica. Arte catechetica, arte che invita alla contemplazione, arte che suggerisce una guida per la vita e per raggiungere la salvezza.
"L'icona non ha la caratteristica di essere un'opera d'arte perfetta; la sua originalità consiste nel mettere insieme povertà e ricchezza: infatti il materiale di cui è fatta un'icona è poverissimo, in quanto si tratta di una tavola di legno; ma la povertà di questo materiale diviene veicolo di una sovrabbondanza di significato.

L'icona raccoglie i frammenti di significato sparsi nelle disparate vicende della vita e li sintetizza in un'immagine che a sua volta diviene guida per la vita di quanti la contemplano"( P. N. EVDOKIMOV, Teologia della bellezza, L'arte dell'icona, San Paolo, p. 13.). 

presentazione-mostra-icone.jpgL'icona non è un simbolo, ma esprime mediante la rappresentazione grafica il messaggio delle Sacre Scritture. L'icona è una esperienza spirituale, ma è anche - afferma il teologo ortodosso Boris Bobrinskoy, decano dell'Istituto Saint Serge di Parigi - sacramento della divinità e umanità del Cristo.
I piccoli capolavori, "scritture" di luce, hanno offerto molteplici spunti di riflessione culturale e spirituale. Contemplare le icone è come aprire delle " finestre sull'anima".
È un'esperienza unica, carica di emozione, uno strumento di autentica elevazione spirituale, oltre che un piacere per lo sguardo e per la mente. Il linguaggio delle icone, oscillando fra figurazione, simbolismo, astrazione, offre un'insostituibile fonte di ispirazione.
E' interessante visitare la mostra allestita con sobrietà e solennità nei locali della cripta di S. Maria Maggiore (Via Sabina, Ferentino). Vorrei dire la "cosiddetta cripta di S. Maria Maggiore" ... "cosiddetta" perchè i locali sono le fondamenta dello splendido tempio che su di loro si innalza. Sono fondamenta di età romana (IV sec. a. C.) e sono pietre che hanno visto il sorgere della prima storia cristiana di Ferentino.
Qui, nel I-II sec. d. C., si insediò la prima comunità cristiana di Ferentino; qui si edificò la prima chiesa cattedrale; qui si edificò la prima sede episcopale.
devoto-al-lavoro.jpgNon vi poteva essere luogo migliore per presentare le icone e per parlare di un Mistero che penetra nelle più intime fibre della vita umana, quando questa si incontra con il Mistero e la Luce, con il Tempo e l'Eterno, con la Vita e la Salvezza.

Nella mostra è allestito uno spazio didattico: il "Laboratorio dell'Iconografo", dove si potrà assistere alla complessa e semplice tecnica della "scrittura" di icone.Non mancate  a questo appuntamento! La mostra resterà allestita per tutto il periodo natalizio. Grazie per la vostra partecipazione.